La camminata di Jeanne Moreau, in Ascensore per il patibolo, di Louis Malle.
Il rumore di tacchi di donna. Senza voltarsi, sorridere al ricordo: «Sono più brava io, vero?». Tu, come Jeanne Moreau.
Le gambe, le gambe delle donne: “Le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il globo terrestre in tutti i sensi, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia”. L’uomo che amava le donne, François Truffaut.
E le mani?
Mani di donna sfiorano le mie, mani della mia donna, luce fioca e giocare con le ombre, poco importa, così non ho paura del buio.
“Una donna può con le sue mani esprimere tante cose, dare l’illusione di tante cose, che in confronto le mani maschili mi fanno sempre l’effetto di pezzi di legno. Le mani maschili sono mani che si stringono per salutare, mani che picchiano, naturalmente mani che sparano e mani che firmano. Stringere, picchiare, sparare, firmare assegni barrati: questo è tutto quello che le mani maschili sanno fare e… naturalmente lavorare. Le mani femminili non sono già quasi più mani, sia che spalmino il burro sul pane sia che liscino i capelli sulla fronte. Nessun teologo ha mai avuto l’idea di fare una predica a proposito delle mani femminili nel Vangelo: Veronica, Maddalena, Maria e Marta – una quantità di mani di donna si muovono nel Vangelo, mani piene di tenerezza per il Cristo. Invece di questo parlano di leggi, dei principi dell’ordine, dell’arte, dello Stato. Cristo, per così dire in privato, ha avuto a che fare quasi esclusivamente con donne”.
(Brano tratto da Opinioni di un clown, di Heinrich Böll)
